Provato per voi: fare un podcast home-made in 5 mosse

Abbiamo parlato nello scorso articolo del podcast, di come é nato e del come sta modificando le abitudini di consumo di contenuti di utenti professionali e non.

Ma io lo so, ti stai già chiedendo se é qualcosa che puoi fare anche a casa per conto tuo o se richiede investimenti particolari o una dotazione alla portata di tutti. 

Ebbene ti dico che, per raggiungere un risultato apprezzabile non é necessario che tu sia un professionista, bensí basta conoscere alcuni elementi fondamentali, dotarsi di un microfono di media qualità e di un filtro antipop e smanettare un po’ con programmi che puoi trovare online per iniziare la tua avventura. Io ci ho provato a casa e, tranne quando i miei vicini guardano la tv o ascoltano la radio rumorosamente, posso assicurarti che sono riuscita a produrre materiale di qualità professionale pur non lavorando con l’ansia da prestazione o in cerca di un risultato perfetto: quel che importa è che tu abbia contenuti catchy e una vera storia da raccontare o un bel format per ingaggiare i tuoi ascoltatori.

Ti è venuta voglia di provare? Allora ti spiego come!

Fenomenologia del podcast

In origine era la radio: informazione, attualitá, musica, parole sparse e adv in un flusso continuo capace di tenere compagnia a quasi ogni tipo di ascoltatore in cerca di intrattenimento. Produzioni costose, pubbliche e poi sempre più indipendenti, frequenze comunque limitate, speaker e personaggi noti al centro, bon ton tematico e un graduale ritorno  nei ranghi che nei decenni ha soppiantato l’entusiasmo delle radio libere locali che trasudavano voglia di emancipazione nel ’76 e che hanno portato le vibrazioni internazionali nelle case di provincia italiane.

Sai come funziona il laddering?

Come è possibile per un brand comunicare lo stesso valore di prodotto anche quando offre uno stesso prodotto a diversi target con differenti pricing oppure quando, in un’occasione particolare, decide di vendere un prodotto a un prezzo minore? Per evitare un overpricing o un underpricing è importante capire il valore percepito dai consumatori (lo diciamo sempre anche quando parliamo di value design!).

Focalizzarsi solamente sulla lotta al ribasso con i competitor è una via facile ma rischiosa, non solo perché puoi perdere una significativa parte dei tuoi profitti, ma anche perché perdi l’occasione di ribadire il valore della tua offerta. 

I prodotti ed i servizi, alla fine, valgono quanto i consumatori sono disposti a pagarli. Ma come si fa, quindi, a capire cosa vendere a quanto e a chi?

Si può fare buona comunicazione senza i social network?

Si può fare comunicazione efficace senza i social network?

Ti sarai detto: aziende come Coca Cola, Unilever, ecc. sono diventate quello che sono oggi comunicando benissimo per anni anche senza l’utilizzo dei social network. Perché, allora, adesso sembra quasi di essere tagliati fuori dal mondo se non si ha un social media manager nel team? Perché oggi nessuno ti trova se non hai dimestichezza con il digital marketing?

E perché, però, molte aziende, dopo anni di vita e storytelling social based stanno annunciando il proprio retrofront in modo ufficiale?

Semplice: perché la comunicazione funziona quando è integrata e sfrutta tutti i mezzi e canali di comunicazione esistenti in quel periodo storico basandosi su quelli più amati e utilizzati dai target principali.

Chi si è fatto strada tanti anni fa senza, evidentemente aveva a disposizione meno mezzi di comunicazione, che comunque usava in maniera integrata, in un mondo dove però quei canali erano gli unici esistenti e l’attenzione dei target, soprattutto quelli di massa, era distribuita su quei canali.

Innovazione tecnologica vs. sostenibilità: come l’azienda può comunicare da che parte sta e decollare?

Innovazione e sostenibilità sono due temi cardine nel dibattito publico e nel mondo delle imprese, temi che in molti contesti vengono presentati come due vie alternative possibili, quasi come se non potessero fondersi in una stessa visione di futuro.

L’innovazione ha certamente migliorato il nostro stile di vita aiutandoci a superare degli ostacoli, ha permesso alle imprese, soprattutto negli ultimi anni, di fare passi da gigante, ma allo stesso tempo, spesso i benefit di cui singoli e imprese godono grazie ad essa, sono molto inferiori al costo ambientale, economico, sociale, di queste nuove opportunità a servizio della nostra generazione e delle future.

La connessione tra innovazione e capacità di perseguire uno stile di vita responsabile è in effetti qualcosa di ambiguo: se un dispositivo mobile moderno sistematizza in uno spazio contenuto decine e a volte centinaia di applicazioni ognuna con funzioni diverse, di permette di efficientare tempo, salvare spazio, mantenere le relazioni..  decine di ricadute ambientali, sociali, economiche, culturali si nascondono dietro ad un apparente efficientamento.

7 dritte pratiche per comunicare al meglio la tua value chain

Nell’articolo pubblicato la scorsa settimana abbiamo parlato di come conoscere quello che produce valore all’interno dei propri processi possa essere la chiave della competitività e di una comunicazione che ci aiuta a differenziarci dai competitor.

Dal lato della comunicazione ci sono diversi modi per raccontare i propri processi facendone percepire il valore reale e potenziale ai consumatori. Di seguito alcuni passaggi per mettere in campo una strategia di comunicazione costruita sui punti di forza della propria value chain.

1.Scomponi i tuoi processi e analizzali in profondità: le attività della tua impresa si dividono in attività primarie e secondarie. Le attività primarie sono packaging, etichettatura, controllo qualità, conservazione, spedizione, fatturazione, gestione degli ordini e dei resi e rapporto con il cliente, garanzia, servizio post vendita, aggiornamenti, formazione e supporto cliente,  le attività secondarie -o attività di supporto- sono legate invece a funzioni amministrative e legali, selezione e gestione delle risorse umane, ricerca e sviluppo del prodotto/servizio/ innovazione, procurement o adempimenti.