Provato per voi: fare un podcast home-made in 5 mosse

Provato per voi: fare un podcast home-made in 5 mosse

Abbiamo parlato nello scorso articolo del podcast, di come é nato e del come sta modificando le abitudini di consumo di contenuti di utenti professionali e non.

Ma io lo so, ti stai già chiedendo se é qualcosa che puoi fare anche a casa per conto tuo o se richiede investimenti particolari o una dotazione alla portata di tutti. 

Ebbene ti dico che, per raggiungere un risultato apprezzabile non é necessario che tu sia un professionista, bensí basta conoscere alcuni elementi fondamentali, dotarsi di un microfono di media qualità e di un filtro antipop e smanettare un po’ con programmi che puoi trovare online per iniziare la tua avventura. Io ci ho provato a casa e, tranne quando i miei vicini guardano la tv o ascoltano la radio rumorosamente, posso assicurarti che sono riuscita a produrre materiale di qualità professionale pur non lavorando con l’ansia da prestazione o in cerca di un risultato perfetto: quel che importa è che tu abbia contenuti catchy e una vera storia da raccontare o un bel format per ingaggiare i tuoi ascoltatori.

Ti è venuta voglia di provare? Allora ti spiego come!

  1. Il materiale giusto conta, anche se è un parco dotazione minimale. Partiamo dall’hardware. Un buon microfono (dalle 60 alle 150 euro ne trovi di buona qualità anche su Amazon) ti aiuterà a partire. Preferiscilo direzionale e dotato anche di treppiede e braccio per montarlo sospeso (se lo tieni sulla scrivania si sentiranno le vibrazioni del piano d’appoggio). Quando l’ho provato per la prima volta mi sono stupita di quanto uscisse calda la voce, una cosa del tutto diversa da quando si registra senza microfono per youtube e all’ascolto la voce è molto metallica. Aggiungi anche un antipop per evitare che le P e le S non disturbino le orecchie della tua audience, sembrerà una banalità, posso assicurarti che il risultato è notevolmente diverso con e senza. Per quanto riguarda il software potrai usare Audacity per l’editing (certo, se riesci ad evitare di lavorarci molto tutto il processo potrà diventare sostenibile per te) e Spreaker per metterlo online: i file hanno infatti bisogno di un hosting online e quando il file viene caricato, affinché sia disponibile e da esso viene creato un feed rss che ne permette la distribuzione sulle varie piattaforme e app come Spotify, iTunes o Google Podcasts. Questo programma ha un costo di abbonamento minimo che, per iniziare, trovo sostenibilissimo.
  2. Ok, se hai preparato il tuo script (preferibilmente scritto e da leggere), puoi iniziare a registrare. Non te lo aspettavi? Invece ti basterà collegare il microfono con la USB al tuo pc, aprire Audacity, mettere in Rec per fare qualche prova suono (perché, anche se non ci hai fatto caso, spesso il luogo dove abiti o lavori ha una pessima diffusione del suono o acustica). Alla mia prima prova da casa ho scoperto che il mio vicino aveva la tosse e che  stava cercando di acquistare una poltrona attraverso una televendita (arghh)! Ti consiglio comunque di cercare di prevedere meno tagli possibili, in modo da poter lavorare meno all’editing e poter piuttosto aggiungere al tuo lavoro qualche effetto speciale.
  3. Finito di registrare salva il tuo lavoro e inizia l’editing. La prima volta ti sembrerà un lavoro lunghissimo, ma con la pratica migliorerà. Il succo del discorso é che dovresti prima riascoltare tutto con molta attenzione e possibilmente prendere nota di quello che non ti piace e dei secondi in cui questo avviene. Fare un secondo passaggio per cancellare le parti che non ti sono piaciute e infine ascoltare il tutto per assicurarti che scorra e che i tagli non abbiano prodotto effetti indesiderati o siano troppo percepibili. Per non trovare problemi, quando registri, se ti accorgi che qualcosa non lo hai detto a dovere, devi fermarti e ripetere l’intero pezzo in modo che, in fase di editing, potrai tenere solo quello. E’ indispensabile tenere lo stesso tono e dare continuità al ritmo del racconto, per questo dovresti abituarti a fare tutto di seguito, per non pentirtene all’editing. Per migliorare il suono, per esperienza ti dico che serviranno molte prove, la parte della qualità del suono é fondamentale per un buon effetto complessivo.
  4. Ok. ora hai il tuo pezzo editato, anche se non ha tanti strabilianti effetti sonori, se il tema del podcast é interessante vale la pena porlo all’attenzione delle tue audience potenziali, senza rimuginarci troppo. Carica quindi tutto su un servizio di hosting, produci il feed rss, selezionale le piattaforme di diffusione (inizialmente, anche per fare qualche test, ti direi di non scartarne nessuna) e inizia a spargere la voce e a diffondere il link nella tua cerchia più prossima o tra chi può darti un feedback sincero o magari professionale. Quando pubblichi dovrai trovare le parole giuste e semplici per presentare il tuo prodotto, cerca di essere catchy e comprensibile, le piattaforme distribuiscono podcast di ogni tipo, e non è importante sembrare troppo seri, anche se è un lavoro che fai per aumentare il tuo business. E se lo fai per questo, magari può essere un modo per variare il tuo tone of voice e le tue argomentazioni per una volta ;). Anche la questione immagine ha il suo peso: una copertina bella che contenga il titolo si farà di certo notare e questa sarà il primo veicolo del tuo tono di voce. Importante l’uso di qualche colore acceso e di font grandi e leggibili. Per il tuo podcast a seconda del programma che userai dovrai scegliere una categoria, non è detto che ci sia proprio quella in cui ti riconosci, morale? Adattati.
  5. Infine, il tuo prodotto è online. Quando promuoverlo alla tua audience abituale? Il contenuto sarà subito disponibile per tutti, ma ti consiglio di pubblicare due o tre episodi prima di iniziare a promuoverlo ai tuoi contatti social per esempio, in modo che possano ascoltare la puntata trailer e almeno uno o due contenuti veri e propri, capendo se sono interessati ad ascoltarlo anche in seguito. Naturalmente condividi questa novità attraverso tutti i tuoi canali di comunicazione.

Ma il consiglio più importante riguarda l’utilizzo delle tue energie: utilizza energie e risorse per perfezionare il contenuto, per migliorare la qualità e avere contenuti inediti, per fare prove sul tono di voce, per immaginare delle interviste e delle attività di engagement legate al tuo contenuto. Sulle parti tecniche diventerai bravo nel tempo e limitatamente a quello che ti serviraà per questo progetto, chissà che la passione non diventi una professione e tu possa contare in futuro su una piccola redazione.

 

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