Anche i finanziatori devono farsi belli per piacere alle startups

  1. Siamo troppo abituati a chiederci cosa i finanziatori e potenziali investitori cercano in una startup da non chiederci quasi cosa cerca una giovane impresa in queste figure così mitizzate.
Non tutti i match denaro fresco immediatamente disponibile – istinto di sopravvivenza,  sfociano infatti in una duratura storia di condivisione e amore benché, come in tutte le relazioni, l’immediata risposta iniziale ad un bisogno fortemente sentito dal team aiuti l’infatuazione a prendere il posto di ogni preoccupazione.
Le scelte sbagliate avvengono sempre quando mancano risorse e tempo: l’assoluta urgenza di rinforzare lo staff nell’immediato, finanziare un progetto innovativo, investire in ricerca e sviluppo, investire in visibilità e comunicazione, ti inducono a vedere l’ingresso di un finanziatore come una soluzione immediata ai problemi, quindi, a risparmiare sul tempo che dedichi alla ricerca di informazioni e alla selezione delle persone a cui poi ti troverai a dover rendere conto (cosa che può indurti a problemi ben più grandi di quelli che credi di avere oggi).

Comunicazione sanitaria e per la salute al tempo dei social

La comunicazione sanitaria e per la salute ad opera delle Organizzazioni del settore Healthcare sta assumendo proporzioni molto importanti da quando anche i player più istituzionali e tradizionali guardano con interesse al potenziale di diffusione del web e dei social network, canali in grado di scavalcare la frontiera del rapporto diretto con l’utente/paziente.

Nel mondo dell’informazione scientifica si è sempre usata una particolare cautela nell’uso dei mezzi di comunicazione di massa, cautela che, ad esempio, molte case farmaceutiche hanno osservato negli anni, assumendo una posizione di distacco apprezzata dalla classe medica, distante dall’idea che l’informazione via social network potesse rappresentare una via di qualità in risposta dei dubbi dei pazienti. Ad oggi, però, con le dovute attenzioni, questa tendenza si sta invertendo verso un approccio più aperto.

Sai cos’è la sostenibilità antropica?

Se antropico è tutto quello che si riferisce all’uomo,  per un’azienda la sostenibilità antropica è fatta di tutte quelle pratiche che riguardano la vita dell’uomo a livello professionale, familiare, personale, della sua salute, del suo benessere psico fisico e sociale.

Molte aziende oggi, quando vogliono dimostrare di operare sulla base di valori specifici, prestano attenzione all’idea di dover in qualche modo rendicontare agli stakeholder sui princìpi guida del proprio operato e sulla propria capacità di collocarsi come soggetto attivo e virtuoso all’interno della comunità.

Ciascuno a modo proprio, le aziende da anni fanno il bilancio di responsabilità Sociale o, nella sua evoluzione più attuale, report di sostenibilità.

Il report di sostenibilità, al contrario di quello che molte organizzazioni ancora credono, non riguarda solo l’impatto ambientale delle azioni dell’impresa e non è uno strumento che tocca prendere in considerazione solo nel caso i propri processi produttivi siano passibili di produrre un danno ambientale. Questo strumento, infatti, attraverso una serie di direttrici, serve a descrivere il percorso dell’Organizzazione nella sua adesione a valori che, trasformati in pratiche che li interpretano, producono valore per i singoli, per la comunità e per il territorio in tutte le sue accezioni.