Perché è un vero innovatore solo chi ha capito come produrre ricaduta sociale reale

La sostenibilità dei processi produttivi e la responsabilità sociale d’impresa sono elementi sempre più centrali nelle attività di enti e imprese e già da anni giocano un ruolo importante nell’influenzare le scelte di consumatori e aziende.
le Organizzazioni, con scopi di lucro e non, possono quindi fare in modo di avere un impatto sociale, diretto o indiretto, attraverso una serie di azioni che vengono pianificate e poi attuate:  offerte di lavoro alla comunità, scelte interne che favoriscano la sostenibilità antropica e l’attuazione di politiche di welfare mirate ai bisogni delle persone come singoli e come aggregate in comunità, valorizzazione della cultura del territorio che ospita l’Organizzazione, educazione e servizi alla comunitá, attività di advocacy e difesa di valori etici e diritti fondamentali per la comunità.
Questa scelta, all’interno di progetti nascenti, può addirittura determinare la value proposition  al punto da rivelarsi alla base del raggiungimento di obiettivi di core business.

Armi di distrazione di massa nelle mani delle imprese

Ultimamente si sente molto spesso parlare di armi di distrazione di massa in merito alla pratica sempre più frequente da parte dei decision makers pubblici di far convergere su argomenti “out of topics” l’attenzione dell’opinione pubblica, allo scopo di evitare di affrontare temi ben piú interessanti e spinosi che, se posti al centro del dibattito pubblico, potrebbero mettere in crisi la loro credibilità.

Forse non ci pensiamo spesso, ma questo meccanismo può essere utilizzato anche dall’impresa che vuole eludere l’attenzione dei suoi pubblici di interesse rispetto a questioni fondamentali ma potenzialmente scomode  che, se date in pasto agli stakeholders interni o esterni, potrebbero originare una crisi di comunicazione e credibilità.

Se i vecchi libri di testo parlano di “comunicazione manipolatoria” creata dall’impresa  riferendosi soprattutto alla pubblicità e alla comunicazione prodotto, quello che accade quando l’impresa manipola la comunicazione nella relazione con gli stakeholders e con i media ha a spesso a che fare con dinamiche (spesso interne) ben più cavillose del doversi semplicemente differenziare dal mercato e trae le sue motivazioni da due principali bisogni strategici: quello di conservare il patrimonio relazionale e quello di garantire solidità alla reputazione e, quindi, alla brand equity.

Perché il prospect “ignorante” è una minaccia attuale

Problema: il cliente prospect ti ignora, ignora fatti fondamentali riguardanti il tuo servizio, ignora la paternità di un prodotto, ne ignora l’utilità, ha troppo da fare, ha troppo da non fare, insomma, non ha un momento di attenzione per crearsi un’opinione su quello che per te è il centro del mondo.

Ma, pensaci, noi tutti siamo ignoranti delle offerte di prodotti e servizi che ci circondano (salvo quelle che selezioniamo), e non solo perché non vogliamo conoscerle tutte, ma perché oggi è impossibile conoscerle tutte. Quindi le imprese fanno salti mortali per farsi vedere, ma l’attenzione è un bene rarissimo e le persone sono stressate solo all’idea di valutare delle opportunità di acquisto…Fino a quando prendere una decisione non diventa urgente. Ed è qui che i tuoi competitor si sono specializzati e riescono quotidianamente a mostrarti che riusciranno a vendere il loro prodotto/servizio sotto il tuo naso, mentre tu perdi tempo ad occuparti della qualità pensando che un domani si venderà da solo (il fatto è che il prodotto che si vende da solo non è ancora stato inventato).

Il cliente prospect ha diversi modi di approcciare la comunicazione prodotto che riceve dalle aziende:

Affronta ed esci dalla crisi di comunicazione

La crisi di comunicazione è un evento negativo e traumatico che colpisce l’impresa, impattando negativamente sul suo mondo a partire dagli stakeholders più o meno diretti.

Una crisi di comunicazione può seriamente pregiudicare la continuità di un’organizzazione e deteriorare in modo inevitabile gli asset materiali e immateriali (tra questi, la reputazione e la brand equity): non tutte le crisi di comunicazione, infatti, sono reversibili.

La crisi di comunicazione può essere più o meno prevedibile e fa parte della cultura aziendale di molti settori affrontare nel posizionamento strategico della comunicazione i fattori di vulnerabilità che potrebbero scatenarla, prevedendo, risorse, procedure, statements, position papers e messaggi ad hoc da utilizzare qualora un determinato caso si presenti.

Spesso si pensa che, se sono soprattutto le aziende grandi a ripararsi dalla crisi, è perché la dimensione della crisi sia commisurata alla dimensione del business e al numero di persone che questa tocca. In realtà crisi grandi possono toccare aziende piccole e anche appena nate, ed è per questo che tutte le aziende dovrebbero analizzare i propri ambiti di vulnerabilità e prepararsi sempre al peggio.