Il domani digital delle agenzie di viaggio

Questi pochi mesi di quarantena hanno avuto delle conseguenze sulle abitudini di consumo dei viaggiatori, oltre alle forti conseguenze economiche sul settore viaggi. Per i prossimi mesi ci si aspetta revenge spending a tema viaggio e un aumento di viaggi ed esperienze di prossimità, maggiore attenzione di strutture e viaggiatori rispetto a norme di sicurezza e igiene e maggiori aspettative rispetto alle garanzie di viaggio (rimborso del viaggio, assicurazione e così via).

Queste esigenze di maggior cura del progetto di viaggio sta già riportando l’attenzione alle agenzie specializzate.

Quindi, nonostante il lockdown e le incertezze abbiano messo un freno alle attività delle agenzie di viaggi, ci sono potenziale di ripresa e prospettive di crescita già dai prossimi mesi.

Allora quali trend bisogna tener d’occhio?

Hate speech e brand-hate. Cosa danneggia davvero l’impresa?

Leoni da tastiera nascosti dietro uno schermo, identità fittizie, fake reviews, haters scatenati sulle piattaforme di peer to peer recommendation, ma anche stakeholder infedeli e a volte fonti molto autorevoli vessano i brand spesso molto più di quanto possano fare pratiche illecite di mercato e la contraffazione (che nonostante sia da bandire e punire, esiste anche perché i prodotti del brand sono ambiti e la marca ha saputo creare “il sogno” nella testa del consumatore).

L’hate speech è quel tipo di incitamento all’odio che in molti casi ha scopi discriminatori. Non ne sono vittima solo le persone, ma è originato soprattutto da singoli.

Parlando di web: le persone incapaci di avere un rapporto sano con la tastiera non sono tutte uguali: se i troll e i flamer (definizione molto anni ’90) sono persone che seminano zizzania conoscendo perfettamente i meccanismi delle conversazioni in rete, gli haters sono persone che rendono visibile attraverso l’utilizzo della rete un proprio limite di tipo comportamentale-espressivo o che esprimono disagio in modo scoordinato e impetuoso, non essendo in grado di confrontarsi adeguatamente ed esprimersi in modo pacato (per vari motivi, che non rappresentano una giustificazione, ma che possono fare di ognuno di noi un po’ un hater in un determinato momento).