Destination marketing tra comunicazione e competitività

Che i luoghi -città o interi Paesi- stiano sempre di più comunicandosi come dei brand, é noto. Con l’arrivo delle vacanze, poi, contenuti legati a strategie di marketing territoriale  o destination marketing diventano una costante nei feed dei nostri profili social: tour operatoronline travel agenciesinfluencers sfruttano in particolare la forza delle immagini e dei video per prospettarci esperienze desiderabili in luoghi a cui mai avremmo pensato.

La comunicazione nel mondo del turismo è profondamente cambiata negli ultimi anni: investire in tempo libero di qualità, riscoprire il territorio, fare esperienze uniche accostate a scelte di consumo etico sono diventati parte di uno stile di vita desiderabile e di nicchia. Il gusto della scoperta di destinazioni estranee ad un flusso di turismo di massa è il nuovo passatempo delle classi medio alte (che amano condividere sui social queste esperienze) e il recupero di luoghi storici e tradizioni popolari è l’oggetto di progetti che portano attori pubblici e privati a collaborare sul e con il territorio per rendere i luoghi destinazioni, con lo scopo di generare (o restituire) attrattività ad aree specifiche.

Sei pronto ad usare Instagram per parlare di valori?

Instagram é il social del momento, popolare, diretto ..Nato un po’ per le frivolezze, presidio dei fashion blogger e influencers e poi del social selling, oggi ospita contenuti di maggior spessore, grazie ai suoi utenti che sfruttano la forza delle immagini e dei video per scopi di advocacy e per parlare di valori o per raccontare storie di valore.

In questo senso, l’uso di Instagram serve sempre meglio l’obiettivo più ambito da organizzazioni, aziende e Ceo moderni: quello di  abbattere le barriere di un linguaggio formalizzato con clienti e stakehoders, parlando del proprio modo di vedere il mondo per richiamare l’attenzione di un pubblico sempre più consapevole su momenti e valori che hanno davvero rilevanza per la vita delle persone.

Instagram sta contribuendo a rendere popolari e conosciuti e a “vendere” prodotti e argomentazioni sfuggendo all’invadenza e alla durezza dell’adv e della classica comunicazione prodotto, liberandoci dall’approccio commerciale e troppo diretto comune per molte aziende: l’oggetto del desiderio, oggi, assume fascino nel racconto di una stories, prende vita nella mente del consumatore che può guardarselo e riguardarselo fino a che non finisce per familiarizzare con esso e immaginarselo immerso nella propria quotidianità. E il prodotto assume valore anche riflesso rispetto a contesti in cui viene inserito, mood, follower e references alla pagina che creano un’apparenza di contesto anche relazionale dato dalla rete di endorser dell’organizzazione che gestisce quel dato profilo. Insomma, ci riporta alla cultura dell “acquistare il sogno”, rivoluzionando i modelli di consumo.