La pianificazione agile della comunicazione: sai gestire gli imprevisti?

La strategia di comunicazione, al contrario di quanto comunemente percepito, è un piano di azione molto operativo. Bisogna aver chiaro da dove si parte per potersi permettere delle variazioni sensate al programma, che certamente arriveranno.

Innanzitutto, va capito che si tratta di un’opportunità di comunicazione. Ma.. ne vale la pena?

Per capirlo possiamo porci alcune domande:

  • È coerente con i nostri valori? Se sì, allora proseguo. Altrimenti mi fermo.
  • Ho abbastanza risorse per attivarla? Come risorse intendiamo sia economiche che di personale. Se non avete personale che possa seguire questo fuoriprogramma, forse è il caso di non proseguire.
  • Posso inserirla all’interno di una campagna già programmata? Se sì, la pianifico altrimenti posso creare una campagna da zero anche se richiederà più effort.

Vediamo quali tipologie di fuoriprogramma esistono.

  1. Una collaborazione inaspettata. Dalle stakeholder relations è nata una sintonia con un altro brand? Avete trovato un punto d’incontro tra i vostri valori e obiettivi del business model? Ecco che c’è la base per creare una campagna congiunta.

2. Il raggiungimento obiettivi in anticipo. Oltre a renderci orgogliosi, è una dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto e il risultato va sicuramente condiviso con gli stakeholder – anche se potrebbe interrompere la programmazione. 

3. Il pre-crisi o recovery. In questo caso va cambiato il paradigma.

Pensiamo ad esempio al periodo della pandemia, nel quale sono cambiati i bisogni di molti settori e si è messo in evidenza il bene comune. Chi ha saputo sfruttare l’occasione di farsi sentire vicino ai propri stakeholder avrà sicuramente raccolto un vantaggio rispetto ai competitor che sono rimasti fermi. Pensiamo a tutte le aziende che hanno riconvertito la produzione per realizzare mascherine o tutte le donazioni di apparecchi ad uso medico, non vi sono rimaste impresse? Ecco un esempio di buona gestione del fuoriprogramma. 

Che sia una collaborazione, una crisi o il raggiungimento di obiettivi sai affrontare il fuori programma se sai qual è il programma, ecco perchè è importante pianificare. 

La pianificazione ti aiuterà a gestire con serenità il fuoriprogramma, tutte quelle attività impreviste che ti ritroverai ad affrontare.

S.O.S. Come comunico l’aumento dei prezzi di vendita?

La situazione generale è molto complessa e l’aumento dei prezzi diventerà uno dei temi più caldi dei prossimi mesi per le imprese. Ne abbiamo già sentito parlare, vedendo bollette di ristoranti e imprese quadruplicate nel giro di un singolo anno, ma sicuramente diventerà ancora più ricorrente e comune.

Le organizzazioni devono quindi prepararsi alla comunicazione di crisi che, in questo caso, è legata ad un recovery molto specifico (controllo di filiera) ma anche tra i più comuni…. quindi DON’T PANIC!

Trova i micro-influencers online e offline e gestiscili, in pratica

La scorsa settimana ti ho raccontato come nel mio lavoro quotidiano vedo crescere il ruolo dei micro-influencers e la compatibilità con gli obiettivi comunicativi di aziende di ogni dimensione, comprese startup e pmi.

Ti sarai chiesto però, una volta tenuto conto delle indicazioni generali su quelle che devono essere le caratteristiche desiderabili di un influencer che collabora con la tua impresa, come si fa nella pratica a distinguerli dalla massa, proporre una collaborazione, gestirli.  Ma la prima domanda che ti sarai fatto è: dove si va a cercarli?

Primo punto: quello che cerchi, non è detto si trovi già nella tua orbita (leggere: followers, relazioni personali e professionali online e offline, stakeholder). Certo è che una prima valutazione sui profili presenti nel tuo network attuale non puoi trascurarla.

Comunicazione sanitaria e per la salute al tempo dei social

La comunicazione sanitaria e per la salute ad opera delle Organizzazioni del settore Healthcare sta assumendo proporzioni molto importanti da quando anche i player più istituzionali e tradizionali guardano con interesse al potenziale di diffusione del web e dei social network, canali in grado di scavalcare la frontiera del rapporto diretto con l’utente/paziente.

Nel mondo dell’informazione scientifica si è sempre usata una particolare cautela nell’uso dei mezzi di comunicazione di massa, cautela che, ad esempio, molte case farmaceutiche hanno osservato negli anni, assumendo una posizione di distacco apprezzata dalla classe medica, distante dall’idea che l’informazione via social network potesse rappresentare una via di qualità in risposta dei dubbi dei pazienti. Ad oggi, però, con le dovute attenzioni, questa tendenza si sta invertendo verso un approccio più aperto.