9 ragioni per raccontare il tuo 2018 agli stakeholder e come farlo

9 ragioni per raccontare il tuo 2018 agli stakeholder e come farlo

Un anno  é passato, hai raggiunto tanti traguardi, hai definito dei nuovi obiettivi da raggiungere, hai conosciuto nuove persone e stai pianificando di lanciare nuovi progetti e iniziative. Fermati. Prima di ripartire è il momento di chiedersi:

  • se oltre ad aver condotto positivamente il tuo business hai prodotto valore per l’ambiente circostante
  • se i tuoi stakeholder hanno ben capito in che direzione stai andando e come potrebbero essere coinvolti nella tua missione o coinvolgerti in una loro missione
  • che ruolo sta avendo la tua attività in rapporto ai bisogni e agli interessi della comunità in cui opera, al netto di una maggiore o minore capacità di generare profitto per sé stessa.

Ebbene sì, l’impresa, come attore e parte di una comunità, si inserisce in una serie di relazioni e legami che le permettono di impattare sulla vita e sulle economie, seppur piccole, di molti soggetti intorno a essa:

  • comunità locali
  • singoli
  • categorie sociali specifiche
  • gruppi di interesse
  • dipendenti e loro famiglie
  • fornitori
  • mondo associativo e cooperativo
  • partner vecchi, nuovi o potenziali
  • altre componenti industriali

Per questo motivo oggi sempre di più le imprese, anche quelle che non hanno specifici obblighi normativi, si preoccupano di restituire il proprio mandato annuale non solo agli investitori e agli stakeholder coinvolti dalle relazioni industriali, ma a tutta la rete che le circonda, costruendo un racconto che non è strettamente legato ad una rendicontazione finanziaria ma che, al contrario, pone l’attenzione su quegli aspetti di restituzione non finanziaria che sono indicativi di come l’impresa stessa costituisca un patrimonio per il proprio contesto, contribuendo a generare valore e stimoli e a supportare lo sviluppo sociale, economico e territoriale dell’area in cui opera.

Se la restituzione del mandato annuale pare essere un’azione tipica delle associazioni di rappresentanza degli interessi e delle istituzioni (che a fine anno o all’inizio dell’anno successivo, attraverso strumenti come il Bilancio di sostenibilità presentano agli associati, alle comunità o ai cittadini il lavoro svolto e gli obiettivi futuri), oggi le imprese hanno capito che aprirsi al mondo circostante è un buon modo per costruire awareness intorno al brand, ai suoi progetti e alle visioni e che creare un momento di raccolta di stakeholder e media produce una visibilità interamente dedicata.

Per questo motivo anche le startup e le aziende più piccole, lavorano ormai tutto l’anno in vista della restituzione, da considerarsi il fulcro annuale tra i momenti di comunicazione esterna.

Non basta, infatti, declamare i propri valori tutto l’anno tramite stampa, negli eventi e ai congressi, l’ambiente che ti circonda e che ospita la tua iniziativa imprenditoriale ha interesse a capire, nella pratica, cosa succede nella tua azienda anno per anno e come questo potrebbe incidere in futuro, e vuole saperlo direttamente da te.

Cosa raccontare dunque ai tuoi stakeholder a fine anno? Quale racconto di te vuoi dare?

Innanzi tutto, un racconto che serva a chiarire, disambiguare e presentare con semplicità il tuo apporto al mondo che ti circonda, apporto che si materializza attraverso le policies e le azioni effettive che riguardano temi chiave come quello occupazionale, di welfare, i temi etici, i temi della sostenibilità nelle sue diverse forme (da quella ambientale a quella tecnologica, passando da quella finanziaria e antropica,..).

Il racconto deve sottolineare la tua capacità di fare rete per obiettivi significativi e a favore di cause che impattano sulla vita della comunità, coinvolgendo anche partner non industriali o non legati ai tuoi obiettivi di business.

La rappresentazione che dai, poi, deve far emergere l‘effectiveness, ovvero la tua capacità di concretizzare ed efficientare il raggiungimento di questi obiettivi cosí impattanti e significativi per gli altri.

Un racconto di percorso e tappe raggiunte, più che di traguardi, contestualizzato dalle tue motivazioni e dalla quantificazione che prova il risultato raggiunto, un racconto di coerenza tra visioni di lungo, obiettivi di medio e azioni di breve periodo.

Infine, una rappresentazione fedele di quello che si è in rapporto ai propri interessi (magari non diventerai una B Corp nei prossimi due anni, ma di certo ti muovi nel rispetto del tuo territorio e di principi di sostenibilità: sii coerente).

Lato comunicazione, perché la restituzione del mandato annuale è un momento chiave nella vita di un’impresa e nella strategia di posizionamento? Ecco qua.

1.E’ il momento giusto per coinvolgere nei nuovi obiettivi i prospect, dando disclosure dei progetti in partenza e chiedendo sostegno.

2. E’ un’ occasione per misurare, non a caso spesso prima, durante o dopo un evento di restituzione si preparano delle survey  su temi rilevanti per l’impresa e vengono somministrate a campioni specifici di stakeholder.

3. E’ un modo per esporsi dando degli input al settore che non solo ti posizionano come componente guida di una certa community, ma che ti aiutano a tastare il terreno su tematiche ancora poco affermate o non condivise con stakeholder dello stesso settore o di settori che saranno coinvolti nelle nuove attività.

4.E’ un modo per cogliere l’interesse della stampa, convocandola per dare nelle notizie inedite.

5. E’ un’occasione per chiarire, esprimere le proprie ragioni, esporsi e dire la propria su tematiche in cui ci si sente vulnerabili dal punto di vista comunicativo, anche allo scopo di riparare i danni e cercare di colmare le perdite (di qualsiasi natura siano) con buoni propositi realistici e coerenti con le azioni e gli obiettivi futuri che si vanno a presentare.

6. E’ una buona scusa per impegnarsi a monitorare con costanza il proprio andamento in rapporto ai trend esterni, per creare dei processi di misurazione interni (ad esempio attraverso i processi di audit interno che ti permettono di raccogliere durante tutto l’anno i dati da restituire, organizzandoli in base a criteri specifici, in parte dettati da quello che di anno in anno risulta interessante per gli stakeholder, in parte dettati da proprie esigenze di misurazione).

7. E’ un modo per raccogliere l’attenzione in un momento dell’anno (fine anno o inizio del sucessivo) in cui tutti pensano al futuro e a nuovi progetti.

8. E’ una via che supporta la comunicazione interna, dandoti la possibilità di coinvolgere e responsabilizzare il team, che deve poter vedere nel proprio lavoro quotidiano un apporto di valore non solo alle economie dell’azienda ma anche al benessere generale.

9. E’ un modo per uniformare i contenuti del mandato comunicativo rendendolo omogeneo e conosciuto dove non lo è, dando strumenti in più ad ambassadors e micro-influencers.

Infine, ricordati che la restituzione deve essere pianificata in funzione dei diversi target che raggiungerà, quindi ragiona da subito su:

  • temi particolari da trattare,
  • linguaggi specifici,
  • supporti di comunicazione specifica,
  • declinazione multicanale della campagna di comunicazione che ne verrà,
  • programmazione della contestualità tematica nel piano di comunicazione

Non perdere quindi l’occasione, già da ora, di pensare a strutturare quei processi interni che ti aiuteranno a parlare di te fra pochi mesi.

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